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Il Cinema Teatro dell’Opera, di proprietà della C.G. Pia Società Torinese di San Giuseppe, nasce all’interno del complesso oratoriano “Opera San Giuseppe” affidato ai Padri Giuseppini del Murialdo i quali si insediarono a Lucera nel lontano 1922 con l’arrivo di Padre Angelo Ferracina.
Nel 1930 P. Angelo Ferracina lascia Lucera. Due nuovi sacerdoti prendono il suo posto: Padre Celestino Lanfranco, direttore e Padre Cesare Bertoglio.
Nel 1936 un altro Padre Angelo arrivò a Lucera per segnare la storia dell’ "Opera Nuova" da allora fino ai nostri giorni: Padre Angelo Cuomo. Dal veneto dove aveva studiato, viene mandato a Lucera come chierico per tre mesi presso l’oratorio di Santa Caterina, e vi ritorna poi durante il suo secondo anno da tirocinante.
Nel 1942 ritorna, come direttore, P. Cesare Bertoglio e con lui ritorna anche P.Angelo Cuomo, non più chierico, ma sacerdote. Nessuno avrebbe immaginato che il novello sacerdote sarebbe diventato con gli anni, “lucerino di adozione” e che con la Grazia di Dio nonché con la carità generosa della città di Lucera, avrebbe “inventato” l’Opera Nuova ovvero l'Opera San Giuseppe!
Nel 1948, la Provvidenza, svegliò le coscienze di tante persone tra cui non possiamo dimenticare l’Avv. Giuseppe Zurro e sua sorella Carmelina. I due infatti, raccogliendo le preghiere di Padre Angelo, donarono alla Congregazione dei Giuseppini, un ettaro di terreno sito alla contrada Pian dei Puledri (dove oggi si erge il complesso oratoriano).
Così in quell'anno partì l’idea delle 10 lire per un Mattone.  Il 19 marzo 1950 finalmente si arrivò alla posa della prima pietra dell’Opera Nuova, fino ad arrivare al 21 marzo 1955 data in cui fu concesso il nulla osta per la costruzione di un cinema parrocchiale
Grandi le difficoltà economiche. Ma la generosità di tutti fu enorme e così si arrivò alla sua inaugurazione il 19 marzo 1959.
La gestione della Sala Ricreativa Cinematografica “San Giuseppe” (questo il nome dato alla sala), con una capienza di oltre 600 posti, fu affidata sin da subito al sacerdote Padre Michele Palmieri (pietra miliare della storia dei Giuseppini di Lucera) il quale con tenacia fece della sala parrocchiale un punto di riferimento per molti giovani e molte famiglie lucerine. L’identificazione di sala parrocchiale ha comportato sempre grosse difficoltà gestionali dovute alla predominanza delle altre sale cinematografiche lucerine: il Politeama, il cinema Lepore, il cinema Roma; alle quali venivano concesse condizioni gestionali migliori. Nonostante ciò, le notevoli capacità di P. Michele (da sempre economo della comunità di Lucera) e l’aiuto di instancabili volontari appassionati dell’opera, hanno permesso, alla fine degli anni ottanta, alla S.R.C. San Giuseppe di rimanere l’unica Sala Cinematografica lucerina nonché l’unico Teatro.
Nel 1991 il direttore dell’Opera San Giuseppe dando ascolto alle pressioni fatte da P. Michele, dà il consenso ad una ristrutturazione generale. Vengono effettuati lavori per circa un miliardo delle vecchie lire in parte finanziate dal contributo ministeriale. La sala viene così ribattezzata come Cinema Teatro dell’Opera. La capienza viene ridotta agli attuali 428 posti sistemati in comode poltrone. E' ancora P. Michele e i suoi fedeli e ormai anziani volontari a dirigere la voluminosa macchina cinematografica lucerina.
Nel 2003 con l’arrivo del nuovo direttore P. Paolo Novero, si cerca di ringiovanire lo staff, inserendo un gruppo di giovani.
A Novembre 2007 il direttore P. Fernando Maddalena, con l’intento di dare al Cinema Teatro dell’Opera un aspetto professionale e una capacità tecnica maggiore, decide di affidare la gestione alla Strumenti e Figure, associazione culturale nata all’interno dell’Opera e che, con la rappresentazione di musical dal vivo, ha acquisito esperienza e professionalità riconosciuta anche a livello nazionale (con la partecipazione al Sanremo Musical Festival).
Nell’estate 2008 è stata effettuata una grossa ristrutturazione alle strutture di sospensione e sollevamento del palcoscenico rendendo così il Teatro dell’Opera una realtà accessibile e apprezzata da compagnie professioniste e non. 

N.B. la parte storica è stata tratta dal sito www.operasangiuseppe.it